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FOTOVOLTAICO

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FAQ - TUTTE LE DOMANDE E RISPOSTE SULFOTOVOLTAICO E SUL CONTO ENERGIA

Dove possono essere installati i pannelli?
In teoria i pannelli possono essere messi ovunque: tetto, facciata, terrazzo, ecc… o a terra. La decisione sulla collocazione va presa in funzione della disponibilità di spazio (servono ca. 8 mq per kw) e alla corretta esposizione dei pannelli (il più possibile a sud e con un'inclinazione compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35° (latitudini più settentrionali).
C'è da sottolineare che il contributo del Conto Energia cambia a seconda di dove viene posizionato l'impianto (vedi oltre).

Cosa significa “Conto energia”?
Con questo termine si indica un meccanismo di incentivazione che per 20 anni remunera, cioè paga, l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico.

Chi paga questo incentivo?
L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a

Il contributo del Conto Energia è fisso e uguale per tutti i tipi di impianto?
No. Cambia in funzione della potenza installata e del tipo di impianto.

La normativa prevede TRE tipi di impianti a seconda di dove vengono posizionati:
 
1. impianto “non integrato”: I moduli sono installati:
- a terra
- sugli elementi di arredo urbano e viario o sulle superfici esterne degli involucri di edifici e di fabbricati, ma in modo non complanare alle superfici su cui sono fissati

2. impianto “parzialmente integrato”: si intendono moduli fotovoltaici installati
- su tetti, coperture, facciate, balaustre o parapetti di edifici e fabbricati in modo complanare alla superficie di appoggio senza la sostituzione dei materiali che costituiscono le superfici d'appoggio stesse
- su elementi di arredo urbano, barriere acustiche, pensiline, pergole e tettoie in modo complanare alla superficie di appoggio, senza la sostituzione dei materiali.

3. impianto “integrato architettonicamente”, dove i moduli
- sostituiscono i materiali di rivestimento di tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati, con la medesima inclinazione e funzionalità architettonica della superficie rivestita
- con i relativi sistemi di supporto, costituiscono la struttura di copertura di pensiline, pergole e tettoie
- sostituiscono la parte trasparente o semi trasparente di facciate o lucernari, garantendo l’illuminamento naturale degli ambienti interni all’edificio
- sostituiscono parte dei pannelli fonoassorbenti delle barriere acustiche

Impianto
non integrato
Impianto
semi-integrato
Impianto integrato architettonicamente

La normativa distingue anche TRE FASCE di POTENZA: Impianti da 1 a 3 kw, da 3 a 20 kw e maggiori di 20 kw.

E ora ecco i contributi in funzione di potenza e tipo:

potenza nominale impianti non integrati impianti semi-integrati impianti integrati architettonicamente
Kwp
€/kwh
€/kwh
€/kwh
da 1 a 3
0.40
0.44
0.49
da 3 a 20
0.38
0.42
0.46
+ di 20
0.36
0.40
0.44

È possibile calcolare anche solo approssimativamente a quanto può ammontare in concreto il contributo che si riceve con il Conto Energia, per esempio nel corso di 12 mesi?
Sì. È sufficiente moltiplicare il contributo così come indicato sopra per la produzione annuale prevista. I kwh di produzione si calcolano moltiplicando la potenza nominale per le cosiddette “ore-equivalenti” del luogo dove è situato l'impianto. Per esempio a Milano le ore equivalenti sono circa 1.100 ore/anno (ovvero un impianto da 1 kw esposto a sud e con inclinazione di 30 gradi produce mediamente 1.100 kWh/anno), a Roma 1.300, a Trapani 1.500. Supponendo quindi un impianto di 3kw di potenza nominale, la produzione a Milano sarà di ca. 3300 kwh, a Roma di 3900 kwh e a Trapani di 4500.
E dunque, per esempio, un impianto integrato a Milano riceverebbe ca. 1.600,00 euro (0,49 x 3300), a Roma 1.911,00 e a Trapani 2.205,00.

Questa produzione è costante nel tempo?
No. Nei primi 10 anni la produzione elettrica si riduce del 5-10%. Dopo 25-30 anni il pannello produce ancora l’85% della corrente elettrica iniziale.

Cosa succede dell'energia prodotta e non consumata?
Ribadito che l’incentivo viene pagato per tutta l’energia prodotta dall’impianto, l’energia prodotta che non viene consumata contemporaneamente alla produzione viene immessa in rete.
Il modo come questa immissione in rete viene remunerato è diverso a seconda che si acceda alla modalità di scambio sul posto o di vendita.
Nella modalità scambio sul posto, possibile solo per impianti fino a 20 kw, si può dire che la rete funziona come una sorta di accumulatore: l’energia non utilizzata viene immessa in rete, quando poi serve viene prelevata dalla rete.

Dov'è la convenienza?
Che si compensa la quantità immessa in rete con quella prelevata. Per forza di cose i tempi della “produzione” di energia non coincidono con quelli del “consumo” (c'è il sole e noi siamo fuori casa... e poi di notte, quando il nostro impianto non produce nulla, accendiamo luci, televisori, lavatrici...): ecco dunque il meccanismo della compensazione tra energia riversata in rete ed energia prelevata dalla rete: immettiamo cento, preleviamo cento… si va in pari. Se poi, alla fine dell'anno, il “saldo” è diverso da zero, lo si riporta in compensazione nell'anno successivo: e se è positivo può essere utilizzato in compensazione di eventuali saldi negativi nei tre anni successivi.
Dopo tre anni il credito si perde. È da sottolineare che si tratta di un credito di “energia” e non economico.
Per 20 anni il contributo del Conto Energia viene comunque pagato per tutta la produzione dell'impianto. Dopo i 20 anni rimane ovviamente il vantaggio dello scambio sul posto.
In pratica, vengono installati due contatori: uno solo in uscita che serve al GSE per il calcolo del contributo, l'altro in entrata e uscita con il gestore (Enel, per esempio) per i consumi e la produzione e che viene utilizzato per calcolare il conguaglio.
Nel caso di cessione in rete – opzione obbligata per impianti superiori ai 20 kWp – l’energia non consumata contestualmente alla produzione e quindi immessa in rete viene venduta al gestore alle tariffe fissate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (AEEG). In questo caso il prelievo dalla rete e la cessione alla rete seguono pertanto due strade indipendenti tra loro. Anche in questo caso il contributo del Conto Energia viene pagato su tutta la produzione dell'impianto e dopo i 20 anni continua il rapporto di remunerazione dell'energia immessa in rete.
Da segnalare che a seguito della pubblicazione della Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 20 luglio (http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb88ee0df62968e/circ_46.pdf) è emerso che anche i privati possono vedere energia senza aprire partita iva (purchè l’impianto non superi i 20 kWp). 

In conclusione

Chi ha un impianto fotovoltaico:
A) per 20 anni riceve un contributo per ogni kWh prodotto dall'impianto, sia che abbia scelto lo scambio sul posto sia abbia deciso per un contratto di cessione
B) per tutta la durata dell'impianto (quindi anche dopo i 20 anni) usufruisce dello scambio sul posto (cioè conguaglia la produzione con il consumo) se l'impianto è minore di 20 kw ed è stata scelta questa tipologia
C) per tutta la durata dell'impianto vende a prezzo amministrato l’energia elettrica prodotta al gestore di rete cui l’impianto è collegato oppure la vende sul mercato libero.

Un condominio può installare un impianto fotovoltaico?
Sì. Il decreto di febbraio del Conto Energia prevede che il condominio possa essere soggetto responsabile dell'impianto: è chiaro che in questo caso l'impianto va a coprire l'utenza condominiale (luci scale, ascensore, eccetera).
Il condominio può anche stabilire di utilizzare le parti comuni per installare impianti che servono ai singoli condomini (è però necessario il consenso all'unanimità): quanti impianti e per quanti condomini dipende dalle dimensioni del tetto (o dell’eventuale terreno a disposizione), sempre tendendo conto che per ogni kW di potenza dell'impianto sono necessari ca. 8 mq di superficie.

Quali sono i trattamenti fiscali?
Per il trattamento fiscale è ora possibile fare riferimento alla circolare dell’Agenzia delle Entrate reperibile su:
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb88ee0df62968e/circ_46.pdf
La circolare è molto dettagliata e non ha senso riportare qui tutte le fattispecie considerate: In generale dalle pagine 17 in poi si può trovare in dettaglio il trattamento delle diverse ipotesi che possono darsi (privati, persone giuridiche, condomini, scambio sul posto, cessione, impianti ridotti, impianti grossi, ecc.) e chi è interessato può abbastanza agevolmente ritrovare il proprio caso.

Quanto sono garantiti i pannelli?
In genere i moduli hanno garanzia dalla casa di produzione di 2 anni, più una garanzia di 25 sul fatto che la produzione non cala oltre l'80%,  mentre l'inverter (che serve a trasformare la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata) ha una garanzia di 5 anni estendibili a 10.
Ricordiamo che comunque l’impianto può essere coperto dall’assicurazione per i cosiddetti “danni diretti" (incendio, scoppio, esplosione, fulmini, fenomeni elettrici, grandine ed altri fenomeni atmosferici, oltre al furto e al vandalismo), ma anche, con un supplemento di premio, per i cosiddetti “danni indiretti", che sono quelli dati dal mancato guadagno a seguito di mancata produzione di energia data da una delle cause che provocano un danno diretto. Altri danni che possono esser coperti in via facoltativa sono poi quelli classici da responsabilità civile.   

In caso di guasto dell'impianto a chi mi devo rivolgere?
All'installatore.

Il mio tetto regge il peso dei pannelli? Quanto spazio occupano?
Ogni modulo pesa ca. 17 kg, e occupa una superficie di poco più di un metro quadrato.
Per esempio un impianto da 3 kWp richiede circa 16 moduli, per un totale di superficie di circa 18 metri quadrati.
I moduli che proponiamo sono in silicio policristallino, che riteniamo i più adatti per il rapporto qualità-prezzo.
Nel caso di coperture di tetti con guaina flessibile (c.d amorfo) sono necessari ca. 20 metri quadrati per produrre un kilowatt, ma in questo caso il costo a kilowatt è più basso.

Ho intenzione di installare un impianto oltre i 20 kw, che cosa devo fare?
È importante sapere che
- in questo caso si diventa produttori di energia elettrica al pari di una centrale di altro genere
- che si deve essere in possesso di partita IVA per svolgere attività di impresa.
- che la tariffa che si riceve dal GSE è tra le  più basse del Conto Energia (v. tabella sopra)
- che il ricavo del conto energia è soggetto a tassazione

 

Queste sono solo alcune delle domande che più di frequente ci sono state poste.
Segnaliamo anche il sito del GSE, dove alla pagina:
http://www.grtn.it/ita/faqfotovoltaico/faq.asp, si trovano numerose e complete risposte alle domande sul Conto Energia.

Vi ricordiamo che eventuali ulteriori informazioni possono essere richieste scrivendo o telefonando
ai recapiti sotto elencati di Elettritalia
 
 

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